A ognuno la sua LaC

Le lenti a contatto per la loro praticità d’uso e versatilità sono indicate, nelle diverse tipologie e con poche eccezioni, a tutti, risolvendo tanti piccoli problemi quotidiani e diventando compagne preziose nelle situazioni più diverse e ad ogni età.

Il contattologo saprà guidare il portatore nella scelta del tipo di lente a contatto dopo averne valutato le caratteristiche più idonee.

 

Le lenti a contatto per gli adolescenti

Il periodo dell’adolescenza è senz’altro la fase della vita più attiva.
Lo studio, lo sport, gli amici, le uscite serali sono protagonisti di questi anni.
Affrontare le attività scolastiche e ludiche al pieno delle proprie potenzialità è sicuramente un desiderio dei ragazzi e avere un difetto di vista può compromettere il raggiungimento di questo obiettivo.

Le lenti a contatto per gli adolescenti rappresentano la soluzione ottimale. Il ricorso alle lenti a contatto permette di muoversi in piena libertà e di vederci meglio, in qualsiasi momento della giornata, sempre sentendosi a proprio agio in ogni situazione.

Sentirsi bene con se stessi in questa fase di passaggio all’età adulta è molto importante e può avere risvolti positivi da un punto di vista psicologico vista l’importanza data al confronto con i propri coetanei.
 

 

Le lenti a contatto per gli over 40

Con l’avanzare dell’età, superati i 40 anni, anche chi non ha mai avuto problemi di vista rileva la difficoltà a vedere gli oggetti da vicino, questa problematica si riscontra principalmente nella lettura. Quello che accade in realtà non è legato al manifestarsi di un vizio di refrazione, ma a quella che viene indicata come presbiopia.

La presbiopia non è un difetto visivo, bensì una riduzione fisiologica della capacità accomodativa del cristallino ed è caratterizzata da una ridotta messa a fuoco degli oggetti a distanza ravvicinata.

Anche a questa esigenza visiva le lenti a contatto sono in grado di dare una risposta, fornendo un valido supporto per affrontare una situazione che può mettere in difficoltà anche chi fino a quel momento non aveva avuto bisogno di nessun ausilio visivo.



Lenti a contatto nei bambini

Anche i bambini più piccoli, al di sotto dei tre anni, oggi possono trarre vantaggio dall’utilizzo di lenti a contatto.

Con l’avvento delle lenti morbide e lo sviluppo di nuove geometrie e di materiali più sofisticati (biocompatibili, siliconici e permeabili all’ossigeno) si sono ampliate notevolmente le possibilità di utilizzo delle lenti a contatto nella prima e seconda infanzia. Nel caso della prima infanzia è fondamentale che il bambino venga seguito dal medico oculista e che ci sia una costante collaborazione da parte dei genitori, sia nelle fasi di applicazione e rimozione che per la quotidiana manutenzione delle stesse.

Dopo i 7 anni d'età, l’occhio del bambino ha ormai assunto una struttura definitiva ed i parametri contattologici sono quindi equivalenti a quelli dell’adulto. Si ritiene che dai 7 anni in poi il bambino sia autonomo nell’applicazione, nella rimozione e nella pulizia delle proprie lenti a contatto.